Home - Home Astronautica - Archivio astronautica

 
     
 

Il mese della Luna

Questo è il mese della Luna, ovvero quello che ci ricorda il primo sbarco umano sul nostro satellite naturale ma oggi, 2009,  è anche quello delle celebrazioni del suo 40° anniversario.  Sarà anche il mese, e l’anno, del ritrovamento dei filmati perduti di quello storico evento?

di

Margherita Campaniolo

 

 
 

La notizia sarebbe di quelle degne di nota se solo si rivelasse vera, per adesso ve la comunichiamo come una possibilità da verificare: sono stati ritrovati i filmati originali della missione che vide lo sbarco dei primi uomini sulla Luna.

A pochi giorni dal quarantesimo anniversario di quell’epocale evento questo è quanto rimbalza in diverse testate estere, primo fra tutti il Sunday Express che batte la notizia in anteprima. Si tratterebbe di una indiscrezione sfuggita ad esponenti della Nasa, indiscrezione che, sempre a detta del Sunday,  non riceverebbe conferma pubblica in quanto costituisce la “ciliegina sulla torta” di una serie di iniziative per celebrare l’evento. Sarà proprio così o dovremo festeggiare il “mese della Luna”, e questo quarantesimo, con ancora il rammarico di aver perduto un pezzo di storia importante della nostra esplorazione spaziale?

 

E pensare che è proprio l’esplorazione spaziale, ed i suoi protagonisti, ad aver riportato alla ribalta questi filmati e la loro sparizione. In piena organizzazione di un ritorno dell’uomo sulla Luna, gli esperti si sono ricordati che, vedere oggi quei filmati dell’epoca, ma in versione originale e con l'ausilio delle tecnologie moderne, sarebbe sicuramente utile ai fini della sua preparazione (e anche, diciamocelo, in termini di ritorno economico).

Da qui la domanda: dove sono quei filmati? Ne è iniziata una caccia che, fino ad oggi, non ha portato esiti concreti ma solo false piste.

 

La storia dei filmati

La storia di questi filmati è da pellicola cinematografica: il 20 luglio 1969 il modulo lunare LM-5 atterra sulla superficie del nostro satellite. Sei ore e trentanove minuti dopo, Neil Armstrong, comandante della missione, esce dal modulo e ne scende la scaletta attivando la fotocamera che è parte del MESA (Modular Equipment Stowage Assembly).  E’ seguito, a breve distanza di tempo, da Buzz Aldrin, pilota dell’LM-5.

Dopo le prime fasi della missione, Armstrong sgancia la fotocamera dal suo ancoraggio al MESA, fa una panoramica del luogo (Il mare della tranquillità) e la fissa su un treppiede a 12 metri dal modulo lunare da dove sono effettuate altre foto e riprese. Al rientro nel modulo il materiale lunare raccolto è sistemato con cura al suo interno poi, nella necessità di alleggerire il modulo stesso per l’ascesa, gettano via, tra altri oggetti ormai ritenuti inutili, anche la fotocamera (una Hasselblad). 

Quelle immagini filmate, ricevute via etere sia al Goldstone (Goldstone Deep Space Communications Complex) in California, al Parkes Observatory in Australia e all'Honeysuckle Creek, sempre in Australia, sono in breve trasmesse attraverso i circuiti televisivi internazionali dal radiotelescopio Parkes Observatory australiano e viste, praticamente quasi in diretta, da non meno di seicento milioni di umani. I dati sono registrati sui nastri magnetici e simultaneamente sono convertiti attraverso una serie di passaggi, in modo da essere funzionali alla radiodiffusione. L'apparecchiatura utilizzata per convertire il segnale purtroppo causa, ad ogni passaggio, una netta perdita in termini di qualità di immagine. Uno di questi passaggi, l'ultimo, vera ciliegina sulla torta, quella certa di tutta questa storia, avviene quando la NASA, per trasmettere il più rapidamente possibile il segnale alle tv, lo fa semplicemente disponendo una macchina con  pellicola da 16mm davanti ad un monitor dove scorre il video!

 

Quelle immagini, seppur di scarsa qualità, mandano in estati il globo, eppure, un gruppo di pochi individui, tecnici della missione, ha il privilegio di vedere, attraverso il segnale raccolto dall’osservatorio di Honeysuckle Creek, e trasferito su nastri magnetici, le immagini inviate dall’Apollo 11,  le originali, immagini che, i testimoni dell’epoca, definiscono oggi spettacolari, magnifiche.

 

Stanley Lebar, che per cinque anni lavorò per sviluppare la fotocamera lunare (nel 1969 aveva 44 anni), ed  anch'egli oggi coinvolto nell’annosa  ricerca, dice: "Abbiamo tutti capito l'importanza di questo evento per la storia, per i posteri, in ugual misura noi tutti avremmo dovuto fare in modo di mettere al sicuro quei nastri".

La scarsa qualità delle immagini trasmesse al tempo non fu un problema per l’America, l'atterraggio e tutta la missione Apollo 11 era stata un trionfo. L'originale, di alta qualità, fu immagazzinato e presto dimenticato ma Houston, qualche anno fa, si è trovato in serio imbarazzo a causa delle attività e delle richieste di un gruppo di ex tecnici che quella missione visse in prima persona. La Nasa ha dovuto infine ammettere al mondo, la serie di errori e leggerezze compiute, con tanto di (fiducioso) comunicato emanato il 15 agosto del 2006 e leggibile dalle pagine del sito della Nasa http://www.nasa.gov/mission_pages/apollo/apollo_tapes.html

 

La storia del... Oh Oh! I filmati non ci sono più!

Nel 2002 infatti, uno degli uomini che nel 1969 aveva lavorato all'Honeysuckle Creek, e che aveva visto l'alta qualità del video originale dell’Apollo 11, trova un nastro a bobina di 14 pollici nel suo garage che sembrava essere di quel periodo. Lo porta ad una riunione di veterani della missione. L’anno successivo, nel 2003, alla medesima riunione, altri veterani portano con sé ricordi dell’Apollo 11, incluso una foto dell’atterraggio sulla Luna tratta dal video originale dell’Honeysuckle Creek, una foto dalla qualità d’immagina ottima.

Convinti che i nastri trovati nel 2002 possono avere un enorme valore educativo e storico, viene rintracciato Richard Nafzger, uno dei pochi tecnici dell’Apollo 11 che ancora lavorava al Goddard Space Flight Center di Greenbelt, in cui la maggior parte dei dati Apollo è stato trasferito. Nafzger costata che al laboratorio di Goddard era presente una di quelle macchine in grado di svolgere il video dell'Apollo. Gli australiani inviano i nastri ma… con delusione, si tratta di dati provenienti da una precedente missione Apollo.

La delusione è grande ma il meccanismo della valenza del ritrovamento di quei nastri finti nastri Apollo 11, fa ricordare a tutti l'esistenza di quelli veri e la loro qualità. Si avvia insomma una ricerca infruttuosa che pone la Nasa in forte imbarazzo; non può più esibirli e biasimare solo se stessa per l'ennesimo riaccendersi della ben nota polemica che vuole, la missione Apollo, una semplice montatura pubblicitaria americana e nulla più. Com’è possibile che 698 delle 700 scatole di nastri originali sono scomparsi dalla US National Archives?

Nafzger e Lebar trascorrono settimane alla loro caccia al  National Records Center di Suitland, dove una volta i nastri furono immagazzinati,  e quella che era iniziata come una ricerca informale diviene una caccia ufficiale attraverso archivi, centri di registrazione e di deposito. Richard Nafzger in merito ha dichiarato: “Si sta facendo una ricerca tra i documenti come mai era stata fatta prima" ed ancora: “I nastri potrebbero essere scoperti domani  o si potrebbe raggiungere un punto in cui dovremo dire di non potere andare oltre. Per ora, mi vedrei costretto ad affermare che il destino di quei filmati è un grande mistero".

Nafzger (a sinistra) e Lebar

Foto Credit: Melina Mara -- The Washington Post
 

Al Sunday sostengono che, recentemente, un’equipe di scienziati si è imbattuto in uno scatolone. Al suo interno si sarebbero dovute trovare semplici informazioni telemetriche della missione Apollo 11. Invece, sorpresa, vi erano dei nastri video: quelli filmati quel 20 luglio 1969.

A noi basta attendere ancora qualche giorno ed incrociare le dita.

Per adesso godiamoci questo “mese della Luna”, e le celebrazioni dedicate al progetto Apollo, con questo splendido filmato. E' stato realizzato dalla Nasa per l’occasione e, ammettiamolo... “gli americani” , in queste cose,  (propaganda in primis), sono veri maestri…

Se poi la torta avrà anche la "ciliegina", meglio. No?

 
 

Margherita Campaniolo

P.S. Articolo dedicato ad un impenitente croppie, ma simpatico. Guarda il cielo.

 
     
 

 

 
     
 

Le immagini dell'articolo sono credit Nasa

 

Per leggere l'articolo del Sunday Express:

http://www.express.co.uk/posts/view/110442/WORLD-EXCLUSIVE-NASA-finds-missing-moon-landing-tapes

Per vedere il filmato dalla partenza dell'Apollo 11:

http://spaceflight.nasa.gov/gallery/video/apollo/apollo11/mpg/apollo11_launchclip01.mpg

 

 

 
  Hit Counter  
 

Data: 07 luglio 2009

Autore: Margherita Campaniolo

 

 

 
 

 
 

Tutto il materiale di questo sito è © di Margherita Campaniolo salvo diversa indicazione

 Vietata la riproduzione senza autorizzazione della stessa.