Gli astronomi americani della Nasa
osservavano quello strano oggetto spaziale
da più di 50 anni, finché a un certo punto
hanno potuto ufficializzare la notizia: si
tratta dei resti dell'esplosione di una
supernova, della più giovane supernova della
via Lattea per l'esattezza. Secondo le stime
basate sull'osservazione della velocità di
espansione, la giovanissima supernova
esplose 140 anni fa ed è stata battezzata
con l'algida sigla G1.9+0,3.
E VENNE CHIAMATA G1.9+0,3 - Prima
che la G1.9+0,3 le rubasse il trofeo, la più
recente supernova conosciuta era Cassiopeia
A, di appena 330 anni. La scoperta è stata possibile
utilizzando gli strumenti a raggi X di
Chandra della Nasa e del Very Large Array e
il fatto che, al momento dell'esplosione
violenta, la sua luce non fu percepita è
spiegabile perché ciò avvenne al centro
della Via Lattea, il che rese la luce più
blanda a causa del campo denso di gas e di
polveri, mentre normalmente l'esplosione di
una supernova provoca un bagliore in grado
di illuminare l'intera galassia.