Nella costellazione dell'Orsa
Maggiore e' stato scoperto un nuovo
tipo di stella: una nana bianca
pulsante di carbonio. La scoperta,
annunciata sulla rivista
Astrophysical Journal Letters, si
deve a un gruppo di ricerca dell'universita'
del Texas ad Austin.
La nuova nana bianca e' cio' che
resta di una stella un po' piu'
grande del Sole, ma troppo piccola
per esplodere come una supernova.
Per gli astronomi e' di grande
interesse sia perche' apre una nuova
finestra sulle fasi finali della
vita delle stelle sia perche' la sua
osservazione aiutera' a comprenderne
composizione e meccanismi interni.
Battezzata con l'impronunciabile
sigla SDSS J142625.71+575218.3, la
stella si trova a 800 anni luce da
noi e, come tutte le nane bianche,
e' molto calda e densa. E' stato
calcolato, infatti, che ha una massa
pari a quella del Sole ma un
diametro piu' piccolo di quello
della Terra. La temperatura stimata
e' invece di circa 19.500 gradi e la
sua luminosita' e' 600 volte
inferiore a quella del Sole, con l'intensita'
della luce che varia regolarmente
del 2% ogni otto minuti. La maggior
parte delle stelle, incluso il Sole,
si trasforma in una nana bianca
quando finisce il combustibile
nucleare.
Dapprima le stelle si espandono
diventando giganti rosse perche' gli
strati piu' esterni vengono soffiati
via e poi, quando cessa la fusione
nucleare, si restringono fino a che
rimane solo il nucleo caldo.
Finora le nane bianche note erano di
due tipi: quelle con lo strato piu'
esterno di idrogeno (circa l'80%) e
quelle con lo strato piu' esterno di
elio (circa il 20%) . La nana bianca
di carbonio invece ha perso entrambi
i gusci di elio e di idrogeno
restando con lo strato piu' esterno
di carbonio. Un mistero che secondo
gli astronomi sara' svelato proprio
studiando i mutamenti dell'intensita'
della sua luce.
"Le sue pulsazioni - ha osservato un
astronomo della Fondazione americana
delle Scienze, Michael Briley - ci
permetteranno di indagare l'interno
della stella e ci aiuteranno a
capire da che tipo di stelle nascono
queste nane bianche e come e perche'
perdono gli strati di idrogeno e di
elio".