Le tracce di Spirit sul suolo di Marte


FOTOGRAFATE DA UNA SONDA IN ORBITA CHE RIVELA PARTICOLARI DI UN METRO

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Da parecchi anni ormai il pianeta Marte è sotto stretta osservazione: oltre ai due "fuoristrada", americani «Spirit» e «Opportunity», che dallo scorso gennaio stanno esplorando la superficie marziana, tre satelliti (Mars Global Observer, Mars Odyssey e Mars Express) sono in orbita attorno al pianeta rosso con il compito di studiare a fondo le sue caratteristiche fisiche e la tenue atmosfera. Queste sonde sono dotate di strumenti molto sofisticati che stanno raccogliendo dati di estremo interesse. Grazie alla loro analisi, ad esempio, è stata definitivamente confermata la presenza di ghiaccio d'acqua in varie zone della superficie marziana; inoltre adesso disponiamo di una mappa di buona risoluzione di quasi tutto il pianeta. Una dimostrazione pratica delle potenzialità di queste macchine è stata fornita di recente dalla sonda «Mars Global Surveyor» (MGS), che lo scorso 11 ottobre ha compito la sua venticinquemillesima orbita attorno a Marte. Grazie ad una tecnica messa in atto da poco tempo, un sistema che permette di compensare il moto orbitale della sonda e di tenere puntata in modo fisso la sua telecamera sulla zona da riprendere, è stato possibile ottenere un'immagine in cui sono chiaramente visibili le tracce lasciate sul suolo marziano dalle ruote del robot «Spirit». Oltre al cammino percorso dal rover sono anche facilmente distinguibili il paracadute che frenò la discesa della sonda, lo scudo termico, il lander e lo stesso Spirit. L'eccezionalità di questa ripresa sta nel fatto che da un'altezza di circa 400 chilometri è stato possibile rilevare le tracce lasciate dalle ruote del robot che distano tra loro circa un metro. In condizioni normali gli oggetti più piccoli che possono essere individuati nelle immagini riprese dalla telecamera di MGS hanno dimensioni di quattro-cinque metri, mentre la tecnica della compensazione del moto orbitale permette di migliorare in maniera considerevole la loro qualità, sino a poter risolvere oggetti dell'ordine del metro. Le manovre che la sonda deve compiere per ottenere questo tipo di risoluzione sono alquanto complesse, per cui la maggior parte del lavoro di ricognizione fotografica del suolo marziano viene effettuato con la tecnica consueta. La telecamera ad alta risoluzione di MGS ha finora esaminato circa il 5% della superficie marziana, in particolare di quelle zone candidate e selezionate per l'atterraggio dei rover attualmente al lavoro. La sonda è anche dotata di una telecamera a grande campo che giornalmente riprende l'intero pianeta. MGS, che ha iniziato il suo lavoro di ricognizione fotografica nel marzo del 1999, ha inviato finora a terra più immagini (quasi 300 mila) di quelle ottenute nel complesso dalle precedenti missioni ed è attualmente la sonda che ha battuto il record di longevità tra tutte quelle che sono state inviate a Marte, sorpassando anche il lander della missione «Viking 1». Guardando questa immagine viene da domandarsi quali siano le potenzialità dei satelliti spia che da quote più basse e usando tecniche senz'altro più sofisticate tengono sotto continua osservazione il nostro pianeta. [TSCOPY](*)INAF, Osservatorio astronomico di Torino
 

 

 


Fonte:
Mario Di Martino (*) http://www.lastampa.it/_settimanali/tst/estrattore/tutto_scienze/art2.asp

 
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